Fiori nelle istituzioni

ISTITUTI PENITENZIARI – Perché parlare di fiori di Bach durante una pena detentiva?

“La salute dipende dall’essere in armonia con la propria anima”.

Dr. Edward Bach

Un Consulente di Fiori di Bach è utile in carcere?

I fiori si occupano delle emozioni anche in questo luogo: per ogni emozione negativa esistente c’è un rimedio corrispondente. Il carcere è una fucina di emozioni!

Le testimonianze della vita in carcere dalla voce diretta di coloro che si trovano dietro le sbarre, rivelano un miscuglio di emozioni contrastanti, dalla sofferenza alla speranza, dall’angoscia al desiderio di riscatto, dalla rabbia alla solidarietà tra detenuti. Lasciar emergere quel che si prova una volta privati del bene più prezioso, la libertà, è un’esperienza che mette il detenuto alla prova: una maggior comprensione di ciò che accade al proprio interno può essere d’aiuto nel superare i difficili momenti della detenzione. Proporre un corso divulgativo è sempre un gesto che genera conforto, come per un senso di più cura e vicinanza.

Perciò l’intento, lo scopo del portare i Fiori di Bach nella Casa circondariale è prima di tutto divulgativo, serve a presentare il semplice metodo ideato dal Dr. Bach, che come vedremo è molto più semplice di quel che si pensa; ma in prospettiva é lo stesso tipo di lavoro che si fa a scuola, vale a dire, riconoscere le proprie emozioni per aiutarsi nei momenti di difficoltà.

Che tipo di supporto può offrire un Consulente ai detenuti?

Si potrebbe pensare al Consulente in Fiori di Bach come a un insegnante o un facilitatore. Il Consulente BFRP è una persona competente su una materia specifica che può essere d’aiuto al principio nel riconoscere le proprie emozioni incomprese.

Portare la bellezza dei fiori nel grigio del carcere è un atto nuovo.

Servirà a regalare una nota di colore a chi è privato dell’aria, della luce e dei colori: è un gesto semplice, ma sa di un’umanità ritrovata. La presenza del bello in un ambiente duro come il carcere, dove gli spazi attorno sono esigui, i propri cari mancanti, il verde pubblico assente, può rimettere in moto sentimenti di speranza sopiti in chi sconta una pena.

Portare fiori in carcere é un atto di cura per i detenuti che può generare in loro maggior benessere.

In un luogo segnato dalla privazione di molte cose della vita, dalla presenza di culture e provenienze diverse, dalla monotonia dello scorrere dei giorni, la presenza delle immagini dei fiori introdurrà quell’elemento di bellezza che contrasta la disarmonia. I colori, la delicatezza, le forme dei fiori e delle foglie degli alberi offriranno un sollievo immediato nel proprio intimo, riportando alla mente sensazioni di libertà, natura, vita quotidiana. I fiori parlano un linguaggio silenzioso e universale, arriva direttamente al cuore, suggerendo attenzione, rispetto e la possibilità di una rinascita. Allenare il sistema parasimpatico avrà un impatto emotivo positivo sul senso di solitudine, nel ridurre lo stress, nello stimolare più pensieri positivi.

Il Benessere sociale derivante da questo semplice gesto di portare i Fiori in carcere favorirà dunque relazioni più armoniose e umane migliorando i rapporti tra detenuti (e per ricaduta su educatori e volontari); promuovendo il maggior rispetto reciproco si contribuisce a un clima più sereno e cooperativo.

Portare fiori in carcere ha un valore simbolico potente: i fiori rappresentano la dignità della persona, anche quando è reclusa. Offrire un fiore a un detenuto – anche sotto forma di una cartolina fiorita del corso – significa riconoscere che ogni essere umano, nonostante gli errori, merita la bellezza, il rispetto e la possibilità di un riscatto.

In cosa consiste portare i Fiori di Bach all’interno di una struttura penitenziaria? Ci sono più possibilità:

  • UNA MOSTRA FOTOGRAFICA dei fiori e della vita del loro ideatore;
  • LA PROIEZIONE di un DOCUMENTARIO ISTITUZIONALE;
  • UN CORSO con slide di PowerPoint, della durata di un’ora;
  • UNA ESPERIENZA MULTIMEDIALE;

Questo corso può essere esteso AI COLLABORATORI CARCERARI e alla POLIZIA PENITENZIARIA.

Ci sono due cose essenziali che il guaritore deve tenere a mente aiutando un paziente. La prima è incoraggiare la sua individualità e la seconda è insegnargli a guardare al futuro.”

Dr. Edward Bach “The original writings”